L'opera
Un prisma cavo, due volti, due pelli
SANKARA, L'ÉTERNEL VEILLEUR è un prisma rettangolare verticale in acciaio Corten, cavo, che sarà eretto su un basamento di calcestruzzo armato gettato in opera al Parco Thomas Sankara di Roma.
Scheda dell'opera
| Titolo | SANKARA, L'ÉTERNEL VEILLEUR |
|---|---|
| Autore | Hamed Ouattara, 2026 |
| Forma | Prisma rettangolare retto, cavo |
| Altezza | 200 cm, basamento escluso |
| Sezione | 70 × 70 cm |
| Materiale | Acciaio Corten, spessore 6 mm |
| Volto | 2 facce opposte, taglio passante in spazio negativo |
| Tessitura | Bugne emisferiche, diametro 139 mm, rilievo da 20 a 25 mm |
| Numero di bugne | 48 per faccia a tessitura — 4 colonne × 12 file —, 28 per faccia con il volto, 152 in tutto |
| Basamento | Calcestruzzo armato gettato in opera, a gradini |
| Finitura | Corten naturale, ossidazione libera ed evolutiva |
| Peso stimato | Circa 370 kg |
| Collocazione | Parco Thomas Sankara, Via Ugo della Seta, III Municipio, Roma |
| Progetto | Studio Hamed Ouattara, Ouagadougou, Burkina Faso |
| Fabbricazione | Italia, regione di Bologna |
Il volto, aperto nel metallo
Due facce opposte portano il volto del Compagno Presidente Thomas Sankara. Il basco militare con la stella, lo sguardo e la linea del viso sono resi con fedeltà: il ritratto scelto è quello che il popolo burkinabè conosce e riconosce.
La sua singolarità sta nel modo in cui è ottenuto. Il volto non è né dipinto né inciso: è tagliato da parte a parte nella lamiera. Le zone scure del ritratto sono vuoti passanti, le zone chiare sono l'acciaio lasciato in posa, ed è il contrasto fra il metallo e la luce a costruire la figura, con la nettezza di un grande stampo. Le fasce laterali che incorniciano il volto sono lasciate lisce, senza bugne.
Questo procedimento dà al ritratto una presenza mutevole. Al sole del mattino si stacca nettamente, a mezzogiorno si placa, al crepuscolo la penombra interna del monumento gli dà profondità. Il Presidente non vi è fissato in una posa: è presente in modo diverso a ogni ora del giorno.
Il blocco del nome — ISIDORE NOEL THOMAS SANKARA 1949 - 1987 — e la firma dell'artista, di 340 per 40 millimetri al piede della faccia, sono tagliati secondo lo stesso principio, in caratteri a stampo con ponti.
Orientato nord-sud
Le due facce che portano il volto sono rivolte a nord e a sud.
Quella a sud guarda l'Africa: il Sahel, il Burkina Faso, il paese di cui il monumento porta già la terra, poiché il colore dell'acciaio Corten è quello della laterite. Quella a nord fronteggia l'Europa, il continente che lo accoglie.
Non è soltanto una questione di bussola. Il Nord e il Sud sono le parole di cui il Compagno Presidente Thomas Sankara si è servito per parlare del debito, della tutela e della dignità dei popoli. Il monumento non volta le spalle né all'uno né all'altro: tiene insieme i due sguardi, per chi arriva come per chi riparte.
Eretto su quest'asse, diventa un punto di riferimento — per la sua nazione, e per il mondo.
Quest'asse fa parte dell'opera, allo stesso titolo del taglio del volto. Il basamento sarà gettato di conseguenza.
La pelle del metallo, il lavoro delle mani
Le facce del monumento sono coperte di bugne, queste semisfere battute nell'acciaio che costituiscono da più di vent'anni il linguaggio dell'atelier. Vengono dalle grandi architetture di terra sudano-saheliane: da Djenné, da Timbuctù, da Bobo-Dioulasso, da quei muri spessi irti che respirano sotto la luce radente.
Ma dicono anche altro. Una bugna è un colpo. Bisogna battere la lamiera perché appaia. Questa griglia regolare è il conto del lavoro ripetuto, del gesto ricominciato, dello sforzo collettivo che costruisce. È il popolo attorno all'uomo: il volto è aperto nel metallo, ma è il metallo battuto che lo circonda e lo tiene.
Il metallo che non cede
L'acciaio Corten ha una proprietà rara: arrugginisce in superficie, e questa ruggine lo protegge invece di distruggerlo. Non si degrada, si patina. Esposto alle piogge, agli inverni, ai decenni, si scurisce, si stabilizza, tiene. Per un'opera lasciata all'aperto in un parco pubblico, questo garantisce la sua tenuta nel tempo senza alcun intervento di manutenzione a carico delle autorità locali.
Nessun altro materiale dice meglio ciò che c'era da dire. Un pensiero giusto non si conserva sotto vetrina: si espone, prende i colpi, ed è prendendoli che si tempra. Il colore di questo metallo è quello della laterite, la terra rossa del Burkina Faso. Il monumento porterà, in Europa, il colore del suolo burkinabè.
La fabbricazione
Le lamiere sono state lavorate in Italia da officine specializzate per il taglio al laser e la formatura delle bugne. L'assemblaggio, la saldatura e la finitura sono stati eseguiti personalmente dall'artista, a Bologna, prima del trasporto e dell'installazione a Roma.