Nota storica
Il Compagno Presidente Thomas Sankara
Eroe nazionale del Burkina Faso, presidente del Consiglio Nazionale della Rivoluzione dal 1983 al 1987. Questa nota è volutamente breve e fattuale: situa l'uomo al quale il monumento è dedicato, senza pretendere di esporne la storia.
Date essenziali
| 21 dicembre 1949 | Nascita a Yako, nell'Alto Volta. |
|---|---|
| 4 agosto 1983 | Apertura della Rivoluzione Democratica e Popolare. Diventa presidente del Consiglio Nazionale della Rivoluzione. |
| 4 agosto 1984 | L'Alto Volta prende il nome di Burkina Faso, « la patria degli uomini integri ». Il paese si dà una nuova bandiera e un nuovo inno, il Ditanyè. |
| 4 ottobre 1984 | Discorso davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. |
| 29 luglio 1987 | Discorso sul debito africano al vertice dell'Organizzazione dell'Unità Africana, ad Addis Abeba. |
| 15 ottobre 1987 | Viene assassinato a Ouagadougou, con dodici dei suoi compagni. |
La Rivoluzione Democratica e Popolare
Dal 1983 al 1987, la Rivoluzione Democratica e Popolare impegna il paese in una trasformazione d'insieme: campagne di vaccinazione e di sanità pubblica, campagne di alfabetizzazione, rimboschimento e lotta contro l'avanzata del deserto, riforma agraria, costruzione ferroviaria condotta dalla mobilitazione popolare.
L'emancipazione delle donne è posta come una condizione della Rivoluzione, e non come una questione secondaria: delle donne entrano al governo, e campagne nazionali sono condotte contro i matrimoni forzati e le mutilazioni.
Sul piano economico, la parola d'ordine è l'autosufficienza: produciamo e consumiamo burkinabè. I responsabili pubblici sono sottoposti a un'austerità che si applica anzitutto al vertice dello Stato.
Sul piano internazionale, il Compagno Presidente Thomas Sankara porta la questione del debito dei paesi africani, che designa davanti ai suoi pari come il meccanismo attraverso il quale l'indipendenza politica resta senza effetto.
Le sue parole
Cinque passaggi. I primi quattro sono tratti da discorsi identificati e portano il loro luogo e la loro data. L'ultimo è la frase che tutti conoscono: è tramandata senza discorso né data, e figura qui perché il Memoriale Thomas Sankara la riprende.
Non parlo soltanto a nome del Burkina Faso tanto amato, ma anche a nome di tutti coloro che soffrono da qualche parte.
Non c'è vera rivoluzione sociale se non quando la donna è liberata. Che mai i miei occhi vedano una società, che mai i miei passi mi portino in una società dove metà del popolo è tenuta nel silenzio.
Il debito non può essere rimborsato, perché se non paghiamo i nostri creditori non moriranno. Siamone certi. Se invece paghiamo, saremo noi a morire.
Osare inventare l'avvenire.
Si può uccidere un uomo, ma non si possono uccidere le sue idee.
È la frase che si conosce senza sempre sapere da dove venga, ed è quella che il monumento dice a modo suo. Un uomo è stato ucciso il 15 ottobre 1987. Trentanove anni dopo, il suo volto è tagliato in sei millimetri d'acciaio, a nord di Roma, e guarda ancora. L'éternel veilleur, l'eterno vigile: il titolo dell'opera non dice altro.
Il discorso di Addis Abeba del 29 luglio 1987 fu l'ultimo che il Compagno Presidente pronunciò davanti ai suoi pari africani. L'intervista del 1985 ha dato il titolo alla raccolta dei suoi discorsi, Oser inventer l'avenir. Traduzione dal francese.
La restaurazione della memoria
La memoria del Compagno Presidente Thomas Sankara è oggi oggetto di una dinamica nazionale condotta dalle autorità del Burkina Faso, sotto l'impulso del Compagno Presidente Ibrahim Traoré: riabilitazione del Presidente, costruzione del Memoriale Thomas Sankara, inaugurazione del Mausoleo dove riposa con i suoi dodici compagni.
Il monumento eretto al Parco Thomas Sankara di Roma si iscrive in questo movimento, al suo posto e nella sua misura: quella di un contributo artistico burkinabè portato all'estero.